| |||||||||||||||||||||||||||||||
|
D.M. 25/10/1999 n. 4711. dei recettori che possono essere raggiunti dalla contaminazione 2. dei percorsi di migrazione attivi per le sostanze contaminanti 3. delle vie di esposizione attive per il sito in esame. Qualunque metodologia di analisi del rischio adottata nella redazione del progetto definitivo dovrà portare all'esplicazione di: i) Sorgenti della contaminazione, tra cui: lista e concentrazione dei contaminanti presenti nel suolo; caratteristiche chimico-fisiche, biologiche degradabilità chimica e biologica e tossicità delle sostanze presenti; volume di suolo contaminato; volume di materiali di altro tipo contaminati; tipologia e volume di rifiuti presenti, in superficie o interrati. L'analisi del rischio dovrà essere condotta almeno per tutte le sostanze che per concentrazione o caratteristiche chimico-fisiche e biologiche presentano il maggior rischio. ii) Veicoli: le componenti ambientali attraverso le quali avviene la migrazione della contaminazione, quali acque sotterranee e superficiali, atmosfera, vapori nel suolo, polveri; definizione dei fattori che influenzano la migrazione degli inquinanti (litologia, idrogeologia, idrologia) iii) Modalità di esposizione, tra cui: inquinamento acque sotterranee e superficiali, inalazione di vapori dal suolo, contatto diretto con. le sorgenti di contaminazione presenti nel sito, ingestione di polveri; ingestione di cibo contaminato, inalazioni di vapori da acque contaminate iv) tutti i bersagli interessati dal sito: popolazione, soggetti sensibili (quali scuole, ospedali), lavoratori, operatori temporanei, componenti ambientali, vegetazione, animali, altri organismi viventi v) Stima della concentrazione e delle dosi di assunzione nei punti di esposizione per la popolazione, per bersagli sensibili e calcolo dell'esposizione per i bersagli ambientali individuati; valutazione dell'impatto relativamente ad altre fonti di contaminazione vi) Calcolo del rischio La metodologia di analisi del rischio adottata deve essere chiaramente esplicitata nel Progetto preliminare; ogni assunto effet- tuato nella stima del rischio, ad esempio tossici delle sostanze considerate, e nella migrazione delle contaminazioni (quali permeabilità del suolo, caratteristiche idrogeologiche) deve essere indicato esplicitamente, in modo da permettere, ai tecnici dell'autorità competente di valutare indipendentemente i risultati proposti. In considerazione dell'estensione dell'inquinamento, del volume dei rifiuti stoccati, dei fenomeni di migrazione degli inquinanti, della rilevanza del danno ambientale e del. rischio per la salute pubblica, l'autorità competente potrà richiedere, per analisi del rischio dì contaminazione delle componenti ambientali rilevanti per l'area in esame, l'utilizzazione di modelli matematici (approvati o validati da organismi/ enti riconosciuti), che permettano di stimare le modalità del trasporto di sostanze contaminanti e gli andamenti temporali della migrazione nel suolo, sottosuolo e negli acquiferi interessati, e l'efficacià degli interventi di bonifica e ripristino ambientale delle misure di sicurezza nel modificare i fenomeni di trasporto e migrazione. In particolare, nel caso di adozione di tecnologie di messa in sicurezza permanente, l'utilizzazione di modelli matematici che definiscano nel dettaglio le caratteristiche geologiche e idrogeologiche del sito e dell'area interessata diviene un requisito essenziale, di qualìtà della progettazione. Il fine di questa sezione è la stima dettagliata del rischio posto alla salute pubblica e all'ambìente dalle concentrazioni residue in suolo e sottosuolo proposte per gli interventi di bonifica e ripristino ambientale con misure di sicurezza e per gli interventi di messa in sicurezza permanente. Questa stima deve essere effettuata considerando tutti i possibili effetti sulla salute pubblica, sull'ambiente naturale e costruito ed esplicitando i rischi posti in essere dall'inquinamento presente nel sito. Criteti per lo svolgimento dell'analisi di rischio a) l'analisi di rischio è basata sulla caratterizzazione e sul Modello Concettuale del sito definiti nelle sezioni precedenti; la migrazione degli inquinanti è stimata sulla base dei risultati delle indagini e delle analisi condotte nell'indagine iniziale e nell'eventuale indagine di dettaglio b) durante la caratterizzazione del sito potrà rendersi necessario ottenere i valori, specifici per il sito in esame, dei seguenti parametri: -contenuto d'acqua dei diversi livelli litologici incontrati -porosità efficace -densità secca -spessore della copertura di suolo e dello strato non saturo, pedologia -frazione di carbonio organico dello strato insaturo -capacità di scambio cationico, pH dei terreni - distribuzione granulometrica degli strati principali dal punto di vista idrogeologico -permeabilìtà, dispersività e conducibilità idraulica delle zone sature; gradiente idraulico; direzione del flusso -infiltrazione efficace -spessore dei diversi acquiferi -velocità e frequenza dei venti Qualora non fosse possibile ottenere misure dirette, questi valori dovranno essere assunti sulla base dei valori ricavati per aree limitrofe o valori di letteratura rappresentativi di situazioni omologhe c) dati importanti (ottenibili in banche dati sconosciute dall'autorità competente) nella definizione del comportamento nell'ambiente delle sostanze investigate sono: - solubilità; coefficiente di diffusione in aria e acqua; peso malecolare - costante della legge di Henry; pressione di vapore - coefficente di ripartizione ottanolo/acqua, , coefficiente di ripartizione nella sostanza organica (Koc) e coefficiente di assorbimento alle superfici solide (Kd) - coefficiente di degradabilità chimica e biologica - densità e viscosità per i contaminanti presenti in fase separata da quella acquosa d) l'analisi del rischio dovrà essere svolta considerando gli usi attuali e possibili nel futuro, delle diverse componenti ambientali, sulla base della destinazione d'uso prevista per il sito e) assieme all'identificazione delle vie di migrazione ed esposizione dei bersagli realmente attive nel sito e nell'arca circostante devono essere definiti la frequenza (gg/anno) dell'esposizione all'inquinamento per ciascun ricettore individuato e i parametri specifici per il sito, quali frazioni corporee esposte e tempi di esposizione, f) l'obiettivo della valutazione delle concentrazione nei punti di esposizione è la stima conservativa della concentrazione aritmetica media a cui è esposto un ricettore, per un preciso punto di esposizione e per un determinato periodo di esposizione. Tale identificazione potrà essere di tipo probabilistico, usando ad esempio la distribuzione (95° percentile, anche lognormale) delle concentrazioni nei punti di esposizione, invece della media aritmetica in funzione dei dati disponibili. g) le concentrazioni nei punti di esposizione saranno valutate con appositi modelli di trasporto e degradazione degli inquinati, validati e ampiamente utilizzati per tali elaborazioni; i modelli utilizzati dovranno essere chiaramente documentati. Si sottolinea che, nell'esecuzione dell'analisi del rischio, al momento di assegnare un valore ai diversi parametri che intervengono nel calcolo dovrà essere adottato il principio del caso peggiore, che assicura una scelta cautetativa, a favore dell'ambiente e della salute umana, h) la stima delle concentrazioni di esposizione dei ricettori permette di definire il rischio posto per essi dal sito e di valutare l'inaccettabilità dei valori di concentrazione residui proposti per il sìto, sulla base dell'individuazione delle migliori tecnologie disponibili applicabili per il disinquinamento del sito i) gli effetti potenziali posti dalle diverse sostanze sono suddivisi in carcinogeni e non carcinogeni; i primi sono quantificati mediante la stima della probabilità (o rischio) di contrarre il cancro, mentre gli effetti noncancerogeni (cronici, sub-cronici o acuti) sono quanficabili attraverso la stima dell'indice di pericolo ("hazard index"). I rischi carcinogeni vengono definiti come la probabilità incrementale che un individuo contragga il cancro durante la vita a causa dell'esposizione ad un potenziale agente carcinogeno; il rischio calcolato è basato sul concetto di "massima esposizione possibile", conservativo e protettivo per la salute. Vengono di seguito fornite tra fasce di giudizio relative al rischio carcinogenico, derivate da valori forniti in letteratura per casi reali di applicazione dell'analisi del rischio: i) rischio R < l x 10-6 (il rischio incrementale è per un individuo su un 1.000.000) viene considerato nullo o insignificante e non viene intrapresa alcuna azione di bonifica; ii) rischio compreso tra l x 10-6 e 10-4 (da 1/1.000.000 a 1/10.000) necessità di azioni di bonifica da valutare caso per caso; iii) rischio R > l x 10-4 (1/10.000) azione di bonifica sicuramente necessaria, per riportare il valore di rischio entro l'intervallo di accettabilità. j) I potenziali effetti non-carcinogenici vengono valutati con il calcolo dell'indide di Rischio cronico; per ciascun composto di interesse e via di esposizione, l'indice di rischio cronico viene espresso come il rapporto tra l'immissione e la dose di riferimento. La dose di riferimento costituisce il valore limite di immissione conservativamente indicato e deve risultare superiore alla dose effettivamente immessa (infatti l'ìndice di rischio deve essere < 1), in modo da non avere possibilità di effetti avversi per la salute umana; la dose di riferimento è un valore limite e non quantifica direttamente il rapporto tra dose immessa ed effetto sulla salute. k) Quando si considera più di un composto di interesse e più di un mezzo di immissione, l'indice di rischio è espresso come sommatoria dei rapporti tra immissione e dose di riferimento; il rischio risultante deve essere.<1. II. 6) Descrizione delle tecnologie di bonifica e ripristino ambientale, delle tecnologie per la messa in sicurezza permanente e delle misure di sicurezza da adottare In questa sezione vengono riassunti gli elementi tecnici ed economici su cui si basa la selezione della tecnologia, o tecnologie, più adatta alla bonifica dei sito o alla mesa in sicurezza perrnanente. In particolare sono individuate le specificità e caratteristiche del sito che hanno portato a definire la più elevata efficacia di una tecnologia rispetto ad altre, così come indicato in sezione II.3. Il progetto preliminare dovrà dimostrare per il sito in esame e per l'area influenzata dall'inquinarnento l'efficacia della tecnologia proposta per il raggiungimento dei valori di concentrarione limite accettabili indicati nelle tabelle di Allegato 1, in caso di bonifica e ripristino ambientale , odei valori di concentrazione residui valutati sulla base della metodologia di analisi del rischio nel caso in cui gli interventi di bonifica e ripristino ambientale o di Messa in sicurezza permanente siano accompagnati da misure di sicurezza. Il Progetto Preliminare dovrà descrivere compiutamente le tecnologie di bonifica e ripristino ambientale, le tecnologie di messa in sicurezza permanente, le misure di sicurezza e i relativi interventi da adottare nel sito e nell' 'area interessata dall'inquinamento affinché il sito venga destinato all'uso previsto, in particolare: - selezione della tecnologia di bohifica da adottare sulla base di diversi criteri: obiettivi fissati per la bonifica e ripristino ambientate; obiettivi degli interventi di messa in sicurezza permanente; interventi e lavori da eseguire; realizzabilità tecnica degli interventi in generale e nel sito in esame; tempi degli interventi; impatto sull'ambiente circostante; analisi costi/benefici - come e in che grado, in riferimento alle norme in vigore o alle conoscenze tecnico-scientifiche, il rischio posto per l'uso previsto del sito dall'inquinamento residuo deve essere ridotto con l'adozione di misure di sicurezza; interventi e lavori da eseguire per mettere in opera le misure di sicurezza, tempi degli interventi; piano di manutenzione delle opere - piano di monitoraggio e controllo per la verifica delle previsioni dell'analisi del rischio relativamente agli effetti sulla salute pubblica e sull'ambiente delle concentrazioni residue nel sito e nell'area interessata dall'inquinamento del sito Il. 7) Test per verifìcare nel sitoo specifico l'efficacia degli interventi dí bonifica e di messa in sicurezza permanente proposti A giudizio dell'autorità competente potrà rendersi necessario verificare l'efficacia delle tecnologie di bonifica di suolo, sottosuolo, acque sotterranee e superficiali da adottare nel caso in esame. Il giudizio su di una particolare tecnologia di bonifica potrà richiedere, oltre alla valutazione della letteratura tecnico-scienfica a riguardo, la realizzazione di sperimentazioni di laboratorio, in condizioni simili a quelle definite per il sito, che permettano di valutare l'efficacia del disinquinamento e di stimare i tempi di realizzazione degli interventi nel caso in esame. Nel caso di messa in si- curezza permanente possono venire richiesti dall'autorità competente test di laboratorio o di campo che permettano di verificare le caratteristiche chimiche e fisiche dei materiali e delle strutture impiegati per il contenimento dei rifiuti stoccati, quali: test di perrneabilità dei materiali impiegati; test dì resistenza dei materiali alle sostanze contaminanti presenti nei rifiuti stoccati. La sperimentazione potrà continuare anche durante la redazione del progetto definitivo e i suoi risultati dovranno essere resi disponibili per l'autorità competente, per le successive sezioni di progettazione e realizzazione degli interventi. II.8) Compatibilità ambientale degli interventi Il progetto preliminare deve contenere la definizione dell'impatto che gli interventi di bonifica e ripristino ambientale, di messa in sicurezza e le misure di sicurezza hanno sull'ambiente circostante e sulla salute pubblica; questa analisi deve comprendere gli effetti generati dal trasporto dei materiali prelevati del sito e dalle attività impiantistiche di supporto agli interventi di bonifica svolti sul sito. II .9) Progettazione per Fasi Al fine dell'approvazione da parte dell'autorità competente della presentazione per Fasi dei progetti definitivi, il Progetto preliminare deve motivare dettagliatamente dal punto di vista tecnico, di sicurezza ambientale, e di tutela della salute pubblica la richiesta di modifica progettuale. Le sezioni progettuali precedentemente definite (II.1-8) devono a tal fine individuare le tecnologie proposte per ogni Progetto Definitivo di Fase, approfondendo singolarmente le sezioni progettuali. Le tecnologie proposte per ogni singolo Progetto definitivo di Fase devono essere valutate in considerazione degli interventi svolti nelle aree adiacenti; l'analisi del rischio deve essere condotta sia per ogni subarea progettuale che per l'assieme degli interventi proposti. La Progettazione per fasi può riguardare interventi di bonifica che si succedono temporaneamente sulla medesima area. In tale caso a seguito della realizzazione degli interventi di bonifica prevista da una fase deve essere presentato ed approvato un ulteriore progetto definitivo per la fase successiva che dettadli gli interventi integrativi da realizzare per il raggiungimento degli obiettivi di bonifica. La progettazione deve chiaramente esplicitare la tempistica complessiva, le relazioni tra i diversi interventi e i piani gestionali dell'assieme degli interventi. Relazione tecnica descriva La relazione descrittiva del progetto preliminare deve contenere almeno: |
| |||||||||||||||||||||||||||||
Normativa Italiana | Privacy, Disclaimer, © | Contact |
2008-2011©
|